Flavio Fusi Pecci

Nato a Cingoli (MC) il 27/09/1948, residente a Bologna, Astronomo Ordinario.

Esperto di evoluzione stellare, galassie e cosmologia, è stato dal 1996 al 2001  Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari e dal 2002 al 2011 dell’Osservatorio Astronomico di Bologna (Istituto Nazionale di Astrofisica).

E’ membro del Comitato  Scientifico del “Sardinia Radio Telescope”, del Consiglio Direttivo della Società Astronomica Italiana (SAIt) e della Fondazione “Marino Golinelli”.

E’ stato fra l’altro membro del Consiglio Scientifico del Gruppo Nazionale di Astrofisica del CNR, Coordinatore Nazionale della Strumentazione del Telescopio Nazionale Galileo (Isole Canarie) ed ha fatto parte dei Comitati tecnico-scientifici Internazionali dell’Hubble  Space Telescope (HST) a Baltimora, USA, e dell’European Southern Observatory (ESO) in Germania e Chile.

E’ autore di oltre duecento pubblicazioni sulle maggiori riviste internazionali e membro di comitati di valutazione nazionali ed internazionali.

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Settimo incontro lunedì 23 aprile 2012

L’incontro del 23 aprile 2012 prevede la partecipazione di due ospiti “stellari”:
- prof. Flavio Fusi Pecci: Astronomo Osservatorio di Bologna;
- prof. Nazzareno Mandolesi: Membro del Consiglio d’amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI); Membro del Consiglio Scientifico della European Space Agency (ESA).
Il tema affrontato sarà:
C’è ancora Spazio nel futuro del Paese?
dalla Cosmologia della Prima Luce dell’Universo alle applicazioni degli esperimenti spaziali nella vita quotidiana
Per chi:
  • volesse prenotarsi cliccare qui;
  • volesse formulare una domanda è possibile inviarla on line tramite il modulo contatti reperibile qui
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La stampa è libera? Si, ma ….

lunedì 2 aprile 2012 si è svolto un interessante e gradevole incontro con il dr. Pierluigi Visci sul complesso tema della libertà di stampa.

Il dr. Visci in una brillante chiacchierata di fronte a una numerosa platea ha evidenziato come la libertà di stampa/informazione sia forse il principale indicatore anche del grado di libertà della società fin dagli antichi romani.

Il risultato è che, in Italia, c’è sicuramente una stampa libera ma con alcune limitazioni legate principalmente alla complessità dei nostri tempi: interessi economici, pubblicitari, politici infatti possono risultare dei “freni” a una vera libertà di espressione. Forse anche per questo in alcune classifiche che ambiscono a misurare l’indice di tale libertà l’Italia risulta in coda a paesi caraibici e africani meno complessi e quindi con meno vincoli …

Di certo la libertà di stampa è sinonimo di civiltà così come il suo controllo (più o meno esteso) comporta distorsioni e tensioni nel vivere civile. E’ anche vero, e per fortuna, che i media e la loro costante evoluzione (si pensi a  internet e ai social network), nel contribuire una sempre maggiore velocità e condivisione delle informazioni, sono la migliore garanzia di libertà (vedi primavera araba).

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